Il tempo non esiste

Quarantatré anni. Un salto temporale enorme, una vita intera passata a fare altro. Eppure oggi, quando ho varcato di nuovo quella soglia, i decenni si sono sgretolati in un secondo.

Nel 1980 iniziai la mia avventura con il negozio di pasta all’uovo. Era la mia creatura, il mio mondo. Quando decisi di chiudere, non volli che quella conoscenza andasse perduta: la regalai ai ragazzi che stavano aprendo dopo di me. Feci loro da istruttore per qualche mese, tramandando piccoli segreti e gesti quotidiani, poi presi la mia strada.

Oggi sono tornato da loro. Ho allungato le dita, ho toccato il prodotto e la mia mente si è azzerata. Al tatto, quell’umidità esatta, il profumo denso della semola e la consistenza della sfoglia hanno letteralmente cancellato il tempo. Non è stato un ricordo, è stato un ritorno. Le mie mani sapevano già tutto, come se avessi staccato il turno ieri sera.

La base del mestiere è rimasta identica. Certo, i macchinari ora sono moderni e performanti, ma la meccanica continua a farla da padrone. E nella nostra zona la tradizione parla chiaro: comanda la pasta non ripiena. Vedere la macchina sfornare i fusilli avellinesi mi ha incantato. Quando ho smesso io si facevano rigorosamente a mano, uno per uno, con il ferretto. Oggi quel movimento lo fa un ingranaggio, ma esprime la stessa identica magia. Non è automazione fredda; è la tecnologia che si piega alla nostra storia.

Sono uscito da lì con una certezza intima: puoi cambiare vita, lavoro, prospettive. Ma ciò che hai creato con passione resta scritto nella memoria del corpo. E basta un profumo per ricordarti chi sei.

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