La soglia della culla
La culla si muoveva sotto i primi giochi e già stringevo i denti per lasciarti tentare la strada da solo. La mia spietata e lucida educazione ti ha riempito di regole ferme e di nozioni precise, perché volevo che imparassi a conquistare ogni traguardo con il sudore della tua fronte. Gli anni di studio trascorsi sui libri hanno trasformato quei concetti iniziali nella disciplina incrollabile dell’esperto che sei oggi.
Ora che l’iscrizione all’albo apre la tua carriera a gennaio, avverto il peso del distacco fisico e il silenzio di una casa che cambia ritmo. So che le nostre conversazioni si faranno brevi e che i tuoi passi costruiranno una nuova famiglia e differenti priorità lontano da qui. Ma desidero che tu sappia che allontanarsi da queste radici non rappresenta un fardello, bensì una visione di speranza per il tuo domani.
Oggi ti trovi davanti a una scelta importante, ancora incerto se restare a Pisa o tornare. Quando sarai davvero convinto della tua rotta, sappi che puoi contare su di me per un sostegno immediato per la tua attività professionale. Io resto sulla soglia, senza più l’abito del maestro ma con le braccia aperte dell’amico: pronto a gioire dei tuoi successi e a sostenere il carico di ogni caduta, camminando al tuo fianco senza mai toglierti il respiro.

