Auguri di Natale

Oggi, 24 dicembre 2025, dopo mesi lontano dalla palestra, ho sentito il bisogno di tornare. Non per allenarmi, non per dimostrare nulla… solo per portare un saluto, un augurio, un pezzo di me che lì dentro è sempre rimasto.

Appena varcata la porta, ho visto Manuel, il mio caro istruttore di calistenica. Il suo sorriso, così spontaneo, così pieno, mi ha colpito più di qualsiasi parola. Mi ha abbracciato come si fa con chi non si è mai davvero perso, e mi ha invitato a unirmi all’allenamento. È stato un gesto semplice, ma dentro aveva un mondo.

Poi, uno dopo l’altro, sono arrivati i ragazzi. Giovani, pieni di energia, di entusiasmo… eppure capaci di farmi sentire parte del loro cerchio senza esitazione. Mi hanno accolto con una vicinanza che non mi aspettavo: strette di mano sincere, sguardi che parlavano più delle frasi, parole che scaldavano il cuore. Mi hanno detto che ero mancato, che non dovevo mollare, che il mio posto era lì con loro.

E in quel momento l’ho sentito davvero: ero tornato “a casa”.

Guardandoli muoversi, ridere, allenarsi insieme, ho percepito qualcosa che va oltre lo sport. È un legame vero, costruito giorno dopo giorno, fatto di rispetto, di appartenenza, di quella rara sensazione di essere parte di un gruppo che non ti giudica, ma ti sostiene. Vederli così uniti mi ha riempito di una gratitudine profonda, quasi commovente.

Dopo l’allenamento, è arrivato il momento della convivialità. Un calice alzato, un brindisi semplice ma pieno di significato. In quell’istante ho sentito che la mia assenza non aveva cancellato nulla: il filo che ci unisce era rimasto lì, intatto.

Grazie, ragazzi. Per l’affetto, per la sincerità, per avermi fatto sentire al mio posto. Per avermi ricordato che certi legami non si spezzano, nemmeno quando la vita ci porta lontano.

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